sabato 20 giugno 2015

Alessandra Amoroso canterà per Papa Francesco a Torino

Alessandra Amoroso, cantante tra le più seguite tra i giovani e meno giovani del panorama musicale italiano ed europeo, si esibirà domenica Torino davanti a Papa Francesco.

Ama cantare, ama la musica, ma ama anche regalare un sorriso a chi ne ha bisogno.

E lo fà grazie anche all'Unitalsi che gli permette di stare vicina agli ammalati nei pellegrinaggi.

Sarà la prima artista chiamata a cantare per Papa Bergoglio in uno dei momenti pubblici del suo pellegrinaggio al cospetto della Sindone.

Un onere ed un onore non da poco, perchè papa Francesco – come ben si sa – durante i suoi viaggi non ama assistere a spettacoli o a eventi anche vagamente mondani.

A Torino e con Alessandra Amoroso, Bergoglio cambia atteggiamento. Grazie alla collaborazione dell'Ufficio della Pastorale giovanile dell'arcidiocesi, l'artista canterà assieme al coro giovanile dell'associazione Hope l'inno ufficiale della visita papale, "L'Amore più grande".


Con lei sarà la prima volta che papa Francesco assisterà ad una pubblica esibizione canora. Come si sente?
«Emozionata e riconoscente. È un onore grandissimo, inaspettato per me, che ho voluto condividere con la mia famiglia, nel Salento, prima di salire a Torino. Sono grata all' Unitalsi per avermi dato questa opportunità di altissimo valore artistico, ma soprattutto umano. Confesso che solo al pensiero che canterò davanti a papa Francesco mi tremano i polsi. Ma mi sto preparando con scrupolo. E poi sarò accompagnata da un coro d'eccezione».



Lei canterà l'inno, "L'Amore più grande", un testo musicale inedito. Può anticipare qualche informazione?
«È una canzone bellissima, orecchiabile, fresca che ben si adatta alle voci dei ragazzi e della ragazze che canteranno con me. Ed è stata composta appositamente per il Papa».



Come mai è stata scelta lei?
«Confesso che ho sempre sognato poter incontrare papa Francesco, una figura umana di grandissimo spessore che sta facendo tanto per l'umanità con parole e gesti spontanei, genuini, pieni di significato. L'Ufficio della Pastorale giovanile dell'arcidiocesi e l'Unitalsi credo che abbiano pensato a me perchè da tanto tempo sono vicino agli ammalati durante i pellegrinaggi. Mi piace stare accanto ai volontari nei viaggi, specie durante le visite negli ospedali dove incontriamo ammalati, medici, familiari di ricoverati e soprattutto bambini sofferenti ai quali regaliamo serenità, amicizia, sorrisi. Grazie all'Unitalsi sarò sempre vicino a questi amici sofferenti, ogni volta che i miei impegni professionali me lo permetteranno».



Dopo il concerto incontrerà il Papa. Cosa gli dirà?
«Non lo so. Temo che la bocca mi si chiuderà dall'emozione. Sarà un momento che porterò sempre nel cuore».



Pregherà davanti alla Sindone?

«Certo. Non ho mai visto da vicino il Sacro Lenzuolo. Come col Papa, non so cosa mi succederà quando sarò lì davanti. Di sicuro pregherò, lo guarderò intensamente in tutti i particolari per capire e imparare».

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Rete Cattolica – Ufficio Stampa
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