giovedì 8 gennaio 2015

Papa Francesco in Sri Lanka e Filippine dal 13 al 19 gennaio 2015


Un viaggio nel segno “del dialogo e della riconciliazione”: sono queste le coordinate del viaggio che papa Francesco inizierà il 12 gennaio per visitare Sri Lanka e Filippine. I dettagli del viaggio sono stati forniti nel corso di un briefing dal portavoce della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi.

Si tratta del secondo viaggio in Asia del pontefice, dopo quello dell'estate scorsa in Corea del sud, che segnala "l'attenzione del papa a questo grande continente". I due paesi sono già stati visitati da Paolo VI nel 1970 e da Giovanni Paolo II nel 1995 Un precedente viaggio solo nelle Filippine risale al 1981), anche perché le Filippine sono l’unica realtà a maggioranza cattolica del continente.

La visita di Francesco in Sri Lanka avviene dopo le elezioni presidenziali anticipate che si svolgeranno l’8 gennaio: il rischio di possibili strumentalizzazioni politiche ha segnato i preparativi del viaggio papale e la conferenza episcopale srilankese ha espresso in una nota l’invito a tutti i candidati ad astenersi da iniziative con questo scopo. Il paese sta cercando di lasciarsi alle spalle ildrammatico conflitto interno che ha opposto per trent’anniall’esercito singalese la guerriglia separatista delle “tigri” tamil,sconfitta in modo molto sanguinoso nel 2009.

La Chiesa cattolica del paese è chiamata a giocare in questa fase unruolo particolare, in quanto, ha sottolineato Lombardi “i cattolici sono sia singalesi che tamil, mentre i buddisti sono in prevalenza singalesi e gli induisti in maggioranza tamil”. E’ possibile, quindi, aspettarsi nei quattro interventi ufficiali che il pontefice terrà in Sri Lanka, ripetuti “appelli alla riconciliazione e alla pace, anche nell’ambito del dialogo interreligioso”.

Dopo l'arrivo all'aeroporto internazionale di Colombo al mattino del 13 gennaio, è prevista la visita ufficiale al palazzo presidenziale, l'incontro con i vescovi dello Sri Lanka nell'arcivescovado di Colombo, e quello con gli esponenti di altre religioni nel Bandaranaike Memorial International Conference Hall. Il dialogo interreligioso assume un’importanza fondamentale in un paese dove i cristiani rappresentano appena il 7% della popolazione, a fronte del 70% di buddisti, 12-13 % di induisti e poco meno del 10% di musulmani. Il mercoledi' 14 gennaio il pontefice presiedera' lamessa di canonizzazione del beato srilankese Giuseppe Vaz, e quindi si rechera' in visita in elicottero al santuario di Nostra Signora del Rosario a Madhu, “luogo particolarmente adatto per pregare per la riconciliazione proprio nella zona del conflitto”. Ultima tappa in Sri Lanka, prima della partenza per le Filippine, la visita alla mattina del 15 gennaio dell’Istituto culturale Benedetto XVI, creato per occuparsi di riconciliazione dopo il conflitto e la preghiera nella cappella "Our Lady of Lanka" a Bolawalana.

Nelle Filippine, dove la Chiesa sta già preparando la ricorrenza dei500 anni dell’evangelizzazione che si fa risalire alla venuta diMagellano nel 1621, il viaggio del papa si svolgerà nel segno di “Mercy and Compassion” (Misericordia e Compassione), il logo scelto dai vescovi per richiamare l’incontro personale di ciascuno con Gesù e dell’abbraccio con le vittime del violento tifone che nel 2013 ha causato oltre 7 mila morti e coinvolto 15 milioni di persone.

Venerdì 16 gennaio è prevista la cerimonia di benvenuto al palazzo presidenziale del capo dello stato Benigno Simeon "Noynoy" Equino III, l'incontro con le autorità e il corpo diplomatico e quindi la celebrazione eucaristica con vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose nella cattedrale dell'Immacolata concezione di Manila. Nel pomeriggio seguirà l'incontro con le famiglie filippine nel Mall of Asia Arena: l’importanza dei legami familiari per il popolo filippinoè stata sottolineata da Lombardi che ha invitato a prestare attenzione ai gruppi familiari che presenteranno le intenzioni, tra i quali uno guidato da una matriarca centenaria con figli, nipoti, bisnipoti e – anche- trisnipoti!

Il giorno dopo, sabato 17 gennaio, viaggio in aereo a Tacloban, la zona più devastata dal tifone del 2013, dove all’aeroporto internazionale Francesco presiederà una messa nella quale è prevista la partecipazione di alcune centinaia di migliaia di fedeli. Il pontefice ascolterà anche la testimonianza di famiglie povere, immigrati e disabili. Bergoglio si sposterà in papamobile alla residenza dell’arcivescovo e qui pranzerà con alcuni superstiti del tifone Yolanda che hanno perso i propri familiari. Nel pomeriggio, incontro con sacerdoti, religiosi e seminaristi, e ritorno a Manila. Domenica 18 gennaio, infine, un incontro che si prevede molto animato e vivace con circa trenta mila giovani nel campo sportivo dell'università e nel pomeriggio una "mega-messa" nel Rizal Park di Manila, lo stesso luogo in cui celebrò Giovanni Paolo II nel 1995 in occasione della Giornata mondiale della gioventù e nel quale dovette recarsi in elicottero a causa dell’immensa folla di tre milioni di persone che vi si riversò. In questa domenica la Chiesa filippina festeggia il “Santo Nino”, il Bambino Gesù, e la devozione per una statuetta che lo raffigura, portata ancora dall’esploratore Magellano, e conservata a Cebu.

Nel paese asiatico colpito spesso da calamità naturali è prevedibile che Bergoglio affronterà tematiche ambientali ed ecologiche che poi saranno riprese nella sua prossima enciclica, la cui pubblicazione - ha precisato padre Lombardi in risposta ai giornalisti - "non è imminente".

Il pontefice parlerà prevalentemente in inglese, come sperimentato già nel viaggio in Corea. Per i trasferimenti avrà a disposizionediverse papamobili, tre soltanto nelle Filippine. Durante i voli di andata e ritorno, sorvolerà molti paesi e tra questi, al ritorno, Cina e Mongolia, per cui ci sarà un telegramma anche al presidente e al popolo cinese.

Il ritorno a Roma di Francesco è previsto nella serata di lunedì 19.

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Rete Cattolica - Ufficio Stampa
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