martedì 4 novembre 2014

Tosca: oggi ascoltare è la forma più alta di preghiera

Tosca è la prima e unica cantante a essersi esibita nella grotta di Lourdes. E' stata scelta per interpretate Mater Jubilaei, l'inno mariano del Giubileo del 2000, ma non ama essere definita la cantante della Chiesa.

Dopo un viaggio in Terra Santa ha scoperto uno sguardo rinnovato sulle cose. “Credo molto nell'umanizzazione di Maria – ha detto in una intervista a Credere (26 ottobre) –. Ho imparato a conoscerla come la giovane rumena che chiede l'elemosina, oppure come l'africana che sbarca sulle coste, o ancora come la ragazzina che va in bicicletta con lo zaino sulle spalle”.

Ma Tosca come prega? “Pregare non significa necessariamente andare in chiesa, ma anche aiutare una persona, ascoltare. In questo momento, la più grande forma di espressione di preghiera è ascoltare”.

Oggi nessuno guarda più l'altro, osserva.

“Ho assistito a Siracusa, qualche mese fa, a uno sbarco di quattro giovani – racconta l'artista –. Quella visione mi ha sconvolta: erano tre ragazzi e una ragazza. Non me lo dimenticherò mai: avevano i vestiti che erano tutt'uno con la pelle. Come si fa a dire di credere in Dio e non reagire? Capisco che devono essere “gestiti”, ma non si possono far morire. Mi dà fastidio il cattolico finto. Quanti ragazzi avranno un tesoro dentro e noi li trattiamo come cani...comunque qualcosa sta cambiando”.

Domanda d'obbligo, cosa ne pensa Tosca di papa Francesco? “Questo Papa sta facendo tanto, tanto. Perché accoglie, ascolta. E' un Papa illuminato che capisce che non si deve vivere di regole, ma di vita, e non ci devono essere discriminazioni. Francesco l'ho incontrato a febbraio di quest'anno. Gli piace la canzone Quanto t'ho amato. Mi hanno chiesto se potevo cantarla e lui è stato felicissimo. Gli parlavo e lui mi ascoltava, come una persona normale. Mi ha domandato: 'Cosa si prova a cantare quella canzone?'. E' una persona che ha voglia di comprendere”.

Parlando poi del suo legame con la Vergine e in particolare con la Madonnina delle Lacrime di Siracusa, ricorda di essere nata il 29 agosto, il primo giorno della lacrimazione: “Forse dovremmo cercare dentro di noi un po' di quelle lacrime, un po' di quella verità. Quando sono andata a Lourdes, ero da sola in quella vallata, con tante persone sofferente. Per me il miracolo era essere lì e vedere quella gente piena di dolore, ma serena”.
 
“Mi preme cercare un'accoglienza materna che è quella di Maria – conclude Tosca –: dentro di noi, con il vicino di casa, nei confronti di chi ha poco o è meno fortunato. Non sono una cristiana modello: sono piena di difetti e di schizofrenie. Non mi sento all'altezza di diventare simbolo di ciò che non sono. Mi chiedo sempre. 'Ma perché io?”.

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Rete Cattolica – Ufficio Stampa
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