venerdì 8 agosto 2014

Don Backy è Cattolico ma deve ancora comprendere Papa Francesco


Aldo Caponi, in arte Don Backy, lavorava in una conceria di pellame a Santa Croce sull'Arno e iniziava a coltivare la passione della pittura, la recitazione e la musica rock. Il Maestro Mariano, collaboratore di Alessandro Celentano, ascolta il disco "La storia di Frankie Ballan", e lo segnala al fratello Adriano, che ricerca in quel periodo nuovi artisti per la sua etichetta discografica. Proprio in quel periodo (marzo 1962) viene fondato il "Clan Celentano", ma in quella occasione Adriano Celentano boccia sia il cantante che la canzone. Il maestro Mariano dopo alcuni anni ripropone il disco all'ascolto di Adriano Celentano, ricevendo un secondo rifiuto. Milena Cantù, fidanzata di Celentano, riascolta il disco, rimanendone entusiasta. A questo punto Celentano realizza l'originalità del cantante e del brano, e tramite il fratello Alessandro viene scritturato. Ricky Gianco con altri componenti del "Clan Celentano" decidono in quella occasione di dare come nome d'arte ad Aldo Caponi quello di Don Backy. Con il nuovo nome d'arte, Don Backy partecipa al primo Cantagiro, con La Storia di FranKie Ballan. "La storia di Frankie Ballan", una ballata ispirata alla storia di Franco, un suo amico scappato di casa con la sua ragazza Wally: la musica, assolutamente inusuale in quel periodo, ricorda molto le atmosfere western.
Ecco alcune domande che abbiamo rivolto direttamente a Don Backy:

Cosa ne pensa dei social network?
Sono il segno del progresso solo se usati bene.

A quale successo è più legato?
La Storia di Frankie Ballan - L'Amore.

Qual è Il suo rapporto con Adriano Celentano oggi?
Non c'è alcun rapporto e in tutta sincerità è meglio così.

E' un cattolico praticante?
Solo cattolico.

Segue Papa Francesco?
Qualche volta, ma devo ancora comprenderlo bene...

Cosa ne pensa del brano di "Suor Cristina", che somiglia al suo brano "La Carità"?

Che sia una montatura di chi non sa distinguere una nota dai punti neri lasciati dalle mosche cavalline (Totò docet). Piuttosto avrei un paio di brani per lei, molto più adatti delle scemenze che la costringono a cantare.

I suoi progetti futuri?
Molti e non solo legati alla musica. Il lancio della mia pentalogia "Memorie di un Juke box" (1955/2012) una vera e propria enciclopedia con una messe enorme di documentazione fotografica, articoli, lettere e quant'altro, ad illustrare 50 anni di Storia.

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Rete Cattolica – Ufficio Stampa
Art Director - Antonio Cospito
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